Effetto entourage : perché i fiori CBD funzionano meglio degli isolati

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Chi si avvicina al mondo del CBD incontra presto due categorie di prodotti con caratteristiche molto diverse: da un lato gli isolati di CBD, cristalli o polveri che contengono cannabidiolo quasi puro al 99% o più, e dall’altro i prodotti a spettro completo come i fiori, le resine e gli oli full spectrum, che conservano l’intera gamma di composti prodotti dalla pianta. La differenza tra questi due approcci non è solo chimica. Riflette una comprensione profondamente diversa di come la cannabis funziona nel corpo umano, sintetizzata nel concetto di effetto entourage.

Cos’è l’effetto entourage

L’effetto entourage è il fenomeno per cui i composti della pianta di cannabis, cannabinoidi, terpeni e flavonoidi, producono effetti più complessi e sinergici quando agiscono insieme piuttosto che in isolamento. Il termine fu introdotto dai ricercatori Raphael Mechoulam e Shimon Ben-Shabat nel 1998 in un articolo scientifico sugli endocannabinoidi, e fu successivamente applicato ai fitocannabinoidi e ai terpeni dal ricercatore Ethan Russo in una pubblicazione del 2011 diventata molto citata nella letteratura scientifica.

Il principio fondamentale è che la somma è superiore alle singole parti. Un milligrammo di CBD in un estratto full spectrum non produce lo stesso effetto di un milligrammo di CBD isolato, perché nel primo caso i composti presenti in tracce modificano la risposta recettoriale, la biodisponibilità e il profilo complessivo dell’esperienza in modi che non sono riproducibili con la singola molecola.

Il ruolo dei cannabinoidi minori

Oltre al CBD, la pianta di canapa contiene numerosi altri cannabinoidi in concentrazioni minori che contribuiscono all’effetto entourage in modi distinti. Il CBG, o cannabigerolo, è il precursore biosinetico da cui derivano tutti gli altri cannabinoidi e presenta proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive proprie. Il CBN, o cannabinolo, si forma dalla degradazione del THCA per azione del calore e dell’ossidazione, e viene associato a proprietà sedative che possono amplificare l’effetto rilassante del CBD nelle formule serali.

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Il CBC, o cannabicromene, è meno studiato ma ha mostrato in modelli preclinici proprietà antinfiammatorie e una capacità di modulare l’umore attraverso interazioni con il sistema endocannabinoide distinte da quelle del CBD. Il CBDV, diidrocannabivarin, ha attirato l’interesse della ricerca per le sue possibili applicazioni neurologiche.

Tutti questi cannabinoidi minori sono presenti in quantità significative nei fiori CBD di qualità e negli estratti full spectrum, ma sono completamente assenti negli isolati di CBD.

Il ruolo dei terpeni nell’effetto entourage

I terpeni sono i composti aromatici prodotti dalla pianta di canapa nelle stesse strutture che producono i cannabinoidi. Oltre a determinare il profilo olfattivo di ogni varietà, i terpeni hanno proprietà farmacologiche documentate che interagiscono con i cannabinoidi amplificandone o modulandone gli effetti.

Il beta-cariofilene è l’unico terpene conosciuto che si lega direttamente ai recettori CB2 del sistema endocannabinoide, classificandosi tecnicamente anche come cannabinoide dietetico. Ha documentate proprietà antinfiammatorie e analgesiche e si trova in abbondanza nel pepe nero, nei chiodi di garofano e nel rosmarino oltre che nella canapa.

Il mircene aumenta la permeabilità della barriera emato-encefalica, il che significa che può accelerare il transito dei cannabinoidi verso il sistema nervoso centrale. Questo meccanismo spiegherebbe perché le varietà ad alto contenuto di mircene producono effetti più rapidi e fisicamente sedativi rispetto a varietà con profili terpénici diversi.

Il linalolo, il terpene caratteristico della lavanda, modula i recettori GABA con effetti calmanti e ansiolitici documentati. La sua presenza in un fiore CBD o in un estratto full spectrum contribuisce significativamente all’effetto rilassante complessivo, indipendentemente dalla concentrazione di CBD.

Perché gli isolati hanno limiti che l’effetto entourage supera

Gli isolati di CBD hanno una curva di risposta a campana: a dosi molto basse o molto alte gli effetti tendono a ridursi, mentre esistono dosi ottimali intermedie. Questa caratteristica è stata documentata in studi su modelli animali e presenta implicazioni pratiche per la dosaggio. I prodotti full spectrum, grazie all’effetto entourage, sembrano avere una curva di risposta più lineare che permette un dosaggio più flessibile e predicibile.

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Sul piano pratico, questo significa che un consumatore che usa un isolato puro può avere difficoltà a trovare la dose giusta, mentre uno che usa un fiore CBD o un olio full spectrum di qualità può lavorare con un range di dosaggi più ampio con risultati più consistenti.

Fiori CBD e hash : la forma più completa di effetto entourage

I fiori CBD, e i concentrati come l’hash di CBD prodotti a partire da essi attraverso metodi meccanici che preservano il profilo terpénico originale, rappresentano la forma più completa di effetto entourage disponibile sul mercato. La pianta produce questi composti in proporzioni che riflettono millenni di evoluzione, e preservarli nella loro interezza è il modo più diretto per beneficiare della sinergia che la ricerca scientifica ha iniziato a documentare.

Gli oli broad spectrum, da cui il THC è stato rimosso ma che conservano gli altri cannabinoidi e i terpeni, offrono un effetto entourage parziale che si colloca tra l’isolato e il full spectrum. Per i consumatori che per ragioni professionali o personali devono evitare qualsiasi traccia di THC, rappresentano un compromesso ragionevole.

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